CONCORSO DI IDEE PER LA NUOVA SEDE DELLA MISERICORDIA DI PRATO

Progetto: Arch. Martina Acciaioli, Ing. Gianluca Gheri, Ing. Giuseppe Di Stefano

Anno: 2005

Luogo: Prato

Il nostro progetto per la ristrutturazione del complesso ex Asmiu intende coniugare le esigenze funzionali, espresse dalla Misericordia di Prato attraverso il Bando di Concorso, alle esigenze formali che il genius loci esprime attraverso le preesistenze e le testimonianze del nostro comune sentire architettonico, che fa (o faceva…) di Prato un unicum nel paronama urbanistico italiano.

E’ superfluo evidenziare come la nostra città sia caratterizzata dalla commistione fra edilizia civile ed edilizia industriale e come anche l’edilizia civile (residenza e servizi)  si sia nel tempo conformata e adattata alle esigenze industriali della città.

L’immagine del nostro intervento vuole trasmettere questo semplice concetto attraverso l’adozione di forme tipologicamente corrette e l’uso di materiali appartenenti all’immagine collettiva della città, remixati e ridosati attraverso una composizione architettonica che vuole contemporaneamente superare ed accettare le indicazioni che il territorio ci fornisce.

Il nuovo complesso ricalca in buona sostanza la distribuzione planimetrica dello stato attuale, fatta salva la collocazione del nuovo auditorium.  I materiali sono stati dosati per caratterizzare il livello funzionale dei singoli edifici:  la predominanza di pietra verde e di vetro indicano gli ambienti di rappresentanza e gli accessi privilegiati agli edifici, il metallo indica invece gli spazi di servizio e quelli a funzioni speciali quali il bar o la cappella.  Tale simbologia è studiata per agevolare l’uso e l’immediata comprensione del complesso sia da parte di fruitori occasionali che di quelli abituali.

L’edificio principale è reinterpretato e mutato in un grande edificio direzionale in vetro e pietra verde di Prato, caratterizzato da un forzato arretramento del corpo centrale a livello della strada, che genera un indispensabile spazio piazza antistante l’edificio.  L’immagine dell’edificio vuole esprimere la solennità dell’istituzione che rappresenta e nel contempo l’appartenenza al suo contesto, attraverso l’uso delle facciate secondarie in pietra verde e l’abbondanza di vetro e acciaio nel corpo centrale, materiali che rappresentano il passato, il presente e l’inevitabile futuro dell’architettura della nostra città.

I tre edifici interni al lotto, ovvero la sede delle pompe funebri, il dormitorio-rimessa delle ambulanze e la rimessa della protezione civile, sono realizzati con elementi modulari in metallo già forniti di opportuna finestratura, coperti con una volta ribassata in lamiera grecata.  Tali elementi compositivi derivano dai  formalismi tipici delle fabbriche della nostra città, adattati alle esigenze di modularità e di esecuzione a stralci delle opere espresse dalla stazione appaltante.

Anche i bandoni delle rimesse sono realizzati con i medesimi elementi modulari, montati su guide pneumatiche invece che direttamente sulle pilastrate metalliche.  Questo escamotage ci consente di presentare la corte come un luogo psicologicamente fruibile e non come il grande piazzale di una rimessa collettiva.

La copertura a volta ci ha permesso di realizzare i dormitori come soppalchi, direttamente nell’edificio che fa da rimessa dei mezzi della misericordia: questo ci consente di mettere in comunicazione diretta ed immediata le squadre in allerta con i relativi mezzi di servizio.

La realizzazione del nuovo auditorium ha preso strade ed intenzioni diverse da quelle proposte dal Bando. Noi proponiamo di realizzare l’auditorium al centro della corte e il parcheggio per sessanta autoveicoli nella zona antistante il cimitero, a raso e non interrato.

Riteniamo che erigere in primis una sala polivalente per circa 150-200 persone, prevedendo in seguito la realizzazione dell’auditorium nello spazio antistante il cimitero e la conseguente costruzione del parcheggio interrato, possa risultare un’operazione sconveniente per la stazione appaltante.

Sconveniente innanzitutto dal punto di vista economico, in quanto realizzando l’auditorium al centro del piazzale si può realizzare immediatamente il parcheggio nell’area antistante il cimitero, di tipologia a raso e non interrato, con un evidente risparmio di risorse. Tale collocazione risulta peraltro facilmente raggiungibile dall’esterno e ben collegata con il complesso.

Sconveniente dal punto di vista architettonico, in quanto la collocazione dell’auditorium nell’area antistante il cimitero comporterebbe l’inserimento di una struttura di pregio all’interno di un contesto non particolarmente qualificato, sminuendone il prestigio e la rappresentatività.

L’edificazione dell’auditorium al centro del piazzale pone però alcune problematiche di carattere compositivo, in particolare è necessario evitare l’eccessiva incombenza della costruzione sugli edifici circostanti.  Questo problema è stato risolto progettando una struttura a copertura verde, inclinata di circa 10° e raccordata con il giardino in direzione dell’ingresso pedonale del piazzale.  Questa soluzione ci consente innanzitutto di trasformare la copertura dell’auditorium in uno spazio verde attrezzato e fruibile ed inoltre di alleggerire il peso della struttura sul parco e sull’ingresso principale del piazzale. Il prospetto dell’auditorium che guarda le rimesse è realizzato mediante grandi pannellature in vetro su struttura in acciaio, come l’accesso principale che è realizzato scavando un antro nel fronte della collina artificiale.  Tutto l’auditorium è realizzato reimpiegando volume disponibile ricavato demolendo strutture preesistenti nel sito.

La sistemazione del piazzale prevede la realizzazione di una ampia zona di verde attrezzato che si dischiude a ventaglio fra il prospetto posteriore dell’edificio principale ed il prospetto principale delle pompe funebri.  La piantumazione prevede la realizzazione di un filtro verde che isoli l’edificio delle pompe funebri dal resto del complesso, come richiesto dalla stazione appaltante, nonchè la realizzazione di un’alberatura che concluda e divida lo spazio verde dall’area di parcheggio interno del piazzale.  L’auditorium penetra la cortina verde e si proietta all’interno del giardino fondendosi con esso e con il percorso che lo caratterizza.

Si prevede di realizzare anche una zona di verde attrezzato nell’area a sud-est, destinata a manifestazioni sociali ed incontri conviviali.  A tal proposito si è deciso di localizzare in prossimità di tale area la cucina dell’area personale, così da renderla disponibile anche per un eventuale uso in funzione di questa ulteriore area all’aperto.

La circolazione ed i parcheggi all’interno del piazzale si svolgono in funzione dei due accessi carrabili pubblici, situati a est, ovvero alla destra del prospetto principale dell’edificio di rappresentanza e a ovest, ovvero alla destra del prospetto principale delle pompe funebri.  Tutta la circolazione si svolge isolata dalla zona ricreativa e direzionale, per garantirne l’ordine ed il decoro durante lo svolgimento delle varie funzioni.  Il parcheggio sul retro è servito sia dall’interno della piazza, tramite la via di accesso alla rimessa della misericordia, che dall’esterno con un’accesso diretto.

L’accesso alla rimessa delle pompe funebri avviene direttamente dalla pubblica via, mentre l’accesso ai garages della protezione civile, i meno trafficati e quindi i più vicini all’edificio principale, avvengono dal piazzale.  La rimessa delle ambulanze ha invece una uscita privilegiata diretta sulla pubblica via, per garantire la sicurezza dei fruitori del parcheggio interno durante I frequenti casi di emergenza, mentre il rientro dei mezzi, meno rischioso, avviene dall’ingresso carrabile posto a est del piazzale.

Si è deciso di localizzare infine la Cappella della Misericordia nell’ala nord-est dell’edificio principale, accessibile sia dall’interno che dall’esterno, prossima all’accesso pedonale e quindi alla zona più tranquilla, mentre il Bar è stato posizionato nell’ala a sud-ovest, in prossimità dell’accesso carrabile e facilmente accessibile sia dall’interno che dall’esterno dell’insediamento.